Gigi Raiteri. Vi racconto il mio Gelindo

Un appuntamento immancabile per ogni Alessandrino che si rispetti, durante le Festività Natalizie. Una “Denominazione Comunale” per Alessandria, simbolo della Alessandrinità più viva e tradizionale che quest’anno come molte altre manifestazioni ha dovuto fare i conti con la pandemia e con le restrizioni ad essa legate.

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Ne parliamo con Gigi Raiteri, uno dei due Gelindo (l’altro è Fabio Bellinaso) che si alternano sul palco del Teatro San Francesco di Alessandria. Dapprima la scuola teatrale “I Pochi”, poi parecchi anni con la compagnia Teatro Insieme ed infine “catapultato” da Giovanni Moraschi sul palco del teatro San Francesco.

Gigi, grazie per aver accettato di chiacchierare con noi. Cominciamo a spiegare, per coloro che ancora non lo sanno, che cos’è Gelindo?

Gelindo è una tradizione alessandrina. Uno spettacolo teatrale in dialetto, legato alla Natività, che nasce nel 1924 tramite l’associazione San Francesco di Alessandria. Tradizione ancora oggi molto sentita che non si è fermata neanche in tempo di guerra, per cui abbiamo voluto dare una continuità anche quest’anno. Il Covid non ci ha spaventato assolutamente, ma abbiamo dovuto scegliere, purtroppo la via dello streaming, perché non c’erano altre alternative. Solitamente gli Alessandrini vengono in teatro da Gelindo, noi quest’anno, grazie alle nuove tecnologie ed a persone molto preparate, abbiamo portato Gelindo a casa degli Alessandrini. Infatti io nella Businà dico che per 95 anni siete venuti voi qui in teatro e quest’anno vengo io da voi, senza autocertificazione.

Ecco, la Businà. Spieghiamo che cos’è?

La Businà è l’introduzione dello spettacolo. Il prologo. Racconta la realtà locale e nazionale. I fatti più importanti e salienti della vita cittadina. Deve sempre far sorridere in maniera leggera, in particolar modo quest’anno. Non si poteva scherzare troppo. Dovevamo portare alle famiglie un po’ di serenità e leggerezza per distogliere il pensiero da questi momenti molto particolari. Per noi è stato molto difficile farla. Posso sbilanciarmi nel dire che ci siamo riusciti, visti i consensi ricevuti sul web. Anzi forse quest’anno, con lo streaming arriviamo anche ad un pubblico più variegato, trasversale e più giovane che magari non aveva nemmeno mai visto Gelindo e ne aveva sentito parlare solo dai genitori o dai nonni. Lo spettacolo, giunto all’edizione numero 96 è essenzialmente sempre lo stesso. La Businà cambia tutti gli anni. 

Lo spettacolo sia dal vivo che in streaming ha sempre e comunque un intento solidale.

Sì, il fine è sempre quello di poter portare serenità e allegria, ma lo scopo è quello di poter dare una mano “economica” alla mensa dei frati, un aiuto concreto per tutto l’anno, dato che fanno ormai circa cento/centocinquanta pasti al giorno.

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Gigi ripercorriamo un po’ il tuo percorso nello spettacolo.

Io arrivo circa vent’anni fa, non sono mai stato un “fanciot dei frà” anzi arrivavo dalla “concorrenza” (sorride) dei Salesiani. Il compianto Giovanni Moraschi mi chiamò e mi chiese se volevo interpretare Gelindo. Restai di stucco, non me lo sarei mai aspettato. Proprio io? Io ero uno spettatore di Gelindo. Mi portava mia nonna agli spettacoli. Per me, solo salire quel palco, era come toccare il cielo con un dito. Si è realizzato un sogno. Poi, grazie all’ aiuto di tutti, anche di Fabio Bellinaso, (l’altro Gelindo) che lo interpreta da più anni di me, sono riuscito ad essere ancora qui, a divertirmi e cercare di fare divertire il nostro pubblico.

Torniamo al Gelindo 96, quello di oggi. Ci spieghi come funziona?

Quest’anno con lo streaming abbiamo registrato, ovviamente senza pubblico, la businà il 13 dicembre in teatro, pubblicata sul web la sera di Natale, poi ci sono pillole video dal 26 in avanti con la presentazione di altri personaggi della commedia. Il primo di gennaio ci sarà un’altra pillola dove ci sono i giovani attori, poi ci sarà la “storia infinita”, in pratica la storia di Gelindo, che nasce nel 1924 grazie ad un canonico che per tenere bravi alcuni ragazzi a lui affidati ha deciso di….. e poi non aggiungo altro così non rovino la visione.

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Ringrazio Gigi della piacevole chiacchierata.

Ricordo che Gelindo96 ha una pagina Facebook che potete seguire, nella quale troverete tutti i contenuti video divertenti della Divòta Cumédia. Mi piace sottolineare che il solo video della Businà di quest’anno ha avuto al momento della stesura di questo articolo circa 11.500 visualizzazioni solo sulla pagina Facebook. Gelindo96 è però anche su YouTube, Instagram e trasmesso su Radio Gold.

Per un Alessandrino non ci può essere un Natale senza Gelindo e nella speranza di vederlo al più presto al teatro San Francesco, per quest’anno A’s vigùma an “streaming”.

(Foto Paolo Tonato/Camera Work)

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