Nuova indagine in libreria per il Commissario Badalotti

E’ da poco uscita in libreria l’attesa nuova indagine del Commissario Badalotti dal titolo: “Come in un labirinto di specchi” ed. Erba Moly (Acqui Terme)

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Autore ne è Bruno Volpi che ha già ha registrato un considerevol successo con la prima avventura poliziesca “L’occhio di drago”.

Citiamo dall’introduzione di Roberto Centazzo:

“In un panorama noir contrassegnato dalla spettacolarità, da inseguimenti e sparatorie, popolato sempre più da agenti segreti e super eroi, l’originalità la si raggiunge, ne sono fermamente convinto, raccontando e affrontando l’ordinarietà e, direi, se tale termine avesse un significato univoco e non dibattuto, la normalità.

E il Commissario di Polizia Luigi Badalotti, dello scrittore Bruno Volpi è, già dal nome, un personaggio “normale”, uno di noi, per intenderci e dare un confine a tale termine; un tipo tranquillo, insomma, metodico, analitico, quasi scientifico, e sarei portato a dire, simile al suo autore. Una persona equilibrata.”

La trama dell’opera

“Come in un labirinto di specchi” è il quarto libro di Bruno Volpi, il secondo che ha come protagonista il commissario Badalotti, dopo “L’occhio di drago”, che era stato pubblicato nell’autunno 2019 ed è stato citato nel saggio “Storia del Giallo Italiano”, scritto da Luca Crovi per Marsilio Editore.

Luigi Badalotti, funzionario di Polizia a capo del Commissariato di Alessandria, presso il quale è stato trasferito da pochi anni dopo un lungo periodo trascorso in Liguria, si trova ad affrontare un’indagine per l’omicidio di Salvatore Lo Giudice, che, insieme al fratello Francesco, amministrava la LightOptic, un’azienda alessandrina di materiale ottico conosciuta a livello internazionale.

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Lo Giudice è stato pugnalato alla propria scrivania con un tagliacarte tra le diciannove e le ventuno di una sera di giugno; il cadavere lo ha rinvenuto il fratello Francesco la mattina successiva.

Ognuna delle persone presenti in azienda la sera dell’omicidio sembra avere un movente per eliminare l’amministratore delegato. Si apre dunque un’indagine che metterà a dura prova le capacità deduttive del commissario e dei suoi principali collaboratori.

Il primo tra questi è il suo vice, l’ispettore Mario Gianetti. Due poliziotti che come carattere e modus operandi sono agli antipodi. Gianetti, fisico asciutto e prestante, inguaribilmente sensibile al fascino femminile, sembra un modello per una sfilata di sartorie per poliziotti. Badalotti, che nella classifica degli aspiranti modelli si trova in piena zona retrocessione, è basso di statura, quasi pelato ad eccezione di una massa di riccioli grigi sulla nuca, e fatica visibilmente a tenere la camicia abbottonata, in ragione di una taglia cinquantaquattro ormai raggiunta e forse superata.

Al caso collaborano anche due giovani agenti: Fulvio Bonino, il prediletto di Badalotti, arguto, proattivo, sempre desideroso di dare un personale contributo all’avanzare dell’indagine, e Ruggero Nobiltà, fisico da rugbista non adeguatamente supportato da un’intelligenza pronta e vivace, lacuna a cui supplisce con generosità e attaccamento alla divisa.

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All’interno del fascicolo dell’indagine e, conseguentemente, nell’ufficio del commissario, si avvicendano Francesco Lo Giudice, che ha sempre sofferto il talento manageriale e il carattere duro e deciso del fratello, Emanuele Lucciardi, giovane e rampante capo del personale, Paolo Ferretti, responsabile del settore ricerca e innovazione della LightOptic e Attilio Mascheroni, referente per i rapporti commerciali con i paesi europei ed extra-europei.

Ai quattro dirigenti fanno da contraltare tre donne alquanto misteriose: Eleonora Monticelli, moglie di Francesco Lo Giudice, il cui fascino metterà in difficoltà lo stesso Badalotti, Tiziana Terenzio, giovane segretaria da poco assunta alla LightOptic e capace di far perdere la testa all’ispettore Gianetti, e Andrea Weissmayer, esperta di marketing dal passato misterioso.

Tra il sospetto di un’azione di spionaggio industriale e i dubbi sulle reali modalità dell’omicidio, l’indagine diventa per Badalotti un vero e proprio labirinto di specchi, dove ciò che si crede di vedere è solo un’illusione, il riflesso di qualcosa che si trova da tutt’altra parte.

Sullo sfondo della vicenda Alessandria, una città alla quale il commissario è particolarmente legato per averla conosciuta da ragazzo, durante le vacanze estive trascorse presso una prozia. Una città con cui Badalotti appare subito in sintonia, che riflette il carattere del funzionario, votato alla sostanza più che all’apparenza, solitario ma capace di grandi risultati. Così tra ricordi della giovinezza e ottima gastronomia, Badalotti accompagna il lettore alla scoperta di una città che forse non ha le caratteristiche per stupire l’occasionale visitatore, ma sa conquistare chi abbia la pazienza di scoprirla ed assaporarla giorno dopo giorno.

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Il romanzo, caratterizzato da capitoli brevi e una narrazione scorrevole, è impreziosito da una splendida copertina ricavata da un acquerello della pittrice novarese Maria Teresa Galli, che raffigura la chiesa di Santa Maria di Castello, e dalla prefazione del noto scrittore Roberto Centazzo, ideatore, tra l’altro, della serie Squadra Speciale Minestrina in Brodo.

L’autore

Bruno Volpi, alessandrino, classe 1960, è laureato in Scienze Geologiche e lavora in una delle principali aziende italiane del settore energetico, nell’area della Ricerca ed Innovazione.

Appassionato d’arte e letteratura italiana contemporanea, dal 2014 si dedica alla scrittura di genere narrativo e giallo/noir e alla narrativa per ragazzi. Collabora attivamente con le redazioni della rivista “Il salotto degli Autori” e del quotidiano online “Alessandria Today”.

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Le sue opere hanno ottenuto riconoscimenti in concorsi letterari nazionali ed internazionali.

Premiato come vincitore assoluto del Concorso Nazionale Fuori dal Cassetto 2019 e del Concorso Letterario Internazionale Trofeo Penna d’Autore 2018; risultato tra i vincitori del Premio Nazionale Letteratura Italiana Contemporanea, dal 2016 al 2019, e del Premio Letterario Europeo Massa Città Fiabesca 2019.

Nell’ambito della letteratura giallo/noir, vincitore del Concorso Letterario Notti Nere 2017 e finalista del Concorso Giallo in Provincia 2017 e del Premio Giallo Indipendente 2018.

Nel 2016 ha pubblicato il racconto giallo Delitto a Villa Palmieri nell’antologia GialloScuro, edita da Carta&Penna.

Nel 2019 ha pubblicato con Erba Moly Editore il suo primo romanzo giallo L’occhio di drago – la prima indagine del commissario Badalotti, recente vincitore assoluto del Premio Letterario Nazionale La Quercia del Myr 2020, e con Laura Capone Editore la raccolta di fiabe Mamma, ti racconto una storia, premio speciale Letteratura per Ragazzi al Concorso Internazionale Massa, Città Fiabesca 2020.

Nel luglio 2020 è uscito il suo ultimo romanzo ambientato nel mondo dell’arte, La Tavolozza dell’Anima (Laura Capone Editore).