Bagliano: “Il Cristo è l’esempio su come insieme si raggiungono i risultati”

Arriva presto perché è la sua serata. Arriva insieme al suo fidato amico a quattro zampe che lo segue ovunque, stando tutto il giorno in ufficio al suo fianco perché Marco Bagliano non si separa mai da Lucky, otto anni, pastore tedesco che compare nel libro “Qualcosa nascosto” che è stato presentato nella serata di venerdì quindici luglio nel cortile della farmacia Sacchi al quartiere Cristo.
Davanti ad un folto pubblico Marco Bagliano ha raccontato del libro ma anche di se stesso e della sua azienda, Bagliano pompe funebri, ormai una istituzione solida ed apprezzata in tutto il panorama alessandrino.
Marco, di cosa parla il libro?
Questo libro è un romanzo, una storia vera che parla di Alessandria, di una famiglia che da cento anni lavora sul territorio alessandrino e lo parla in un modo diverso rispetto ad altri romanzi che trattano questo. Parla di emozioni, di problemi, di debolezze umane. E’ un apertura di un vissuto reale, di un qualcosa che noi abbiamo vissuto sulla nostra pelle che ci è stato tramandato ed è una bella storia che è iniziato da mio nonno che da un dito, un indice di una macchia da scrivere, su una sedia a rotelle ha cominciato a scrivere, ha iniziato un percorso che è arrivato fino ad oggi. L’idea del libro nasce da un impegno, da un lascito in cui lui, mio nonno, tanti anni ci disse che aveva scritto queste parole erano state scritte ripensando all’infanzia, al vissuto, ai racconti delle famiglie e a quello che è stato per me questo lavoro per tanti anni. Noi abbiamo preso questi racconti e li abbiamo in parte scritti e in parte ammodernati ed integrati con racconti reali e questo è stato per noi un traguardo, quello dei cento anni, ma anche un obiettivo che è quello di divulgare il nostro modo di pensare, di fare il nostro mestiere, di farlo in una città come Alessandria: il protagonista è il quartiere Cristo e la struttura che è la casa funeraria Bagliano”.
Come è venuta l’ispirazione per il titolo del libro?
“Il titolo del libro è l’opposto di quello che c’è all’interno del libro. Ad esempio nelle culture orientali il colore del lutto è il bianco mentre dalle nostre parti è il nero il colore del lutto. Ci sono voluti tre anni per scrivere il libro che si svolge tutto in una sola giornata all’interno della casa funeraria. In una giornata succedono molte cose e nel libro si raccontano i pesi che ognuno di noi  si porta dentro di sè”.
Come mai il nome della famiglia protagonista è Ventura?
“Non è un romanzo pubblicitario ma è una storia con una sua identità importante. Pietro Ventura è Marco Bagliano”.
Marco il quartiere Cristo è ormai una realtà consolidata nella città di Alessandria.
“Anni fa al Cristo vi erano poche aziende, nessuno voleva venirci, è stato fatto un grande percorso di crescita e di avvicinamento sapendo sfruttare gli spazi e coinvolgendo le persone e le aziende”.

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L’azienda funeraria Bagliano ha avuto, nel corso della sua storia, molte modifiche.
L’azienda è stata ricostruita più volteNel 2012 vi è stata la distruzione della fabbrica nella quale mio zio aveva conservato i ricordi della sua vita ma si era deciso di andare avanti e dare un percorso nuovo. Fu una decisione difficile ma essere un gruppo di lavoro rende le difficoltà più piccole”.
Quali saranno i prossimi appuntamenti in cui Bagliano presenterà il suo libro?
“Presenteremo il libro alla festa del Cristo ad ottobre, ad Aperto per Cultura, al Marengo Museum, e all’Istituto Vinci il 23 settembre dove, alle ore 11.00, vi sarà una donazione di due borse di studio a chi, all’interno di un contenuto letterario, riuscirà ad esprimere le proprie paure, riuscirà ad aprirsi superando un proprio blocco riuscendo a parlare ed esprimendo le proprie difficoltà”.
Domenica sarà anche la giornata in cui tutto il quartiere saluterà Don Claudio che diventerà parroco a Tassarolo.
Don Claudio ha saputo trasmettere i valori della cristianità ed è un monumento per il Cristo“.
A margine della presentazione del libro l’Associazione dei commercianti del quartiere Cristo, rappresentati dal Presidente Silvana Sordo, nella figura del dottor Roberto Mutti, ha consegnato una targa alla famiglia Bagliano per l’impegno profuso nel corso dell’attività lavorativa.