Bonus per la casa: quali saranno disponibili nel 2023 e i consigli per non perdere le detrazioni

Sono tantissime le persone intenzionate a migliorare la situazione strutturale ed energetica della propria abitazione. Per questo si interrogano in merito ai bonus utili a ottimizzare la spesa sul lungo termine. Dal momento che la situazione riguardante gli incentivi fiscali cambia spesso, è naturale chiedersi quali saranno a disposizione anche nel 2023. La panoramica in questione si contraddistingue per la possibilità di accedere al Superbonus 110% che, nel caso di lavori effettuati su condomini, prevede come deadline il 31 dicembre 2025 (c’è quindi ancora molto tempo a disposizione).
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Per i lavori su unità unifamiliari, invece, il limite rimane fissato al 31 dicembre di quest’anno (e i lavori devono essere completati entro l’ultimo giorno del mese di settembre).
Dal momento che la ristrutturazione di una casa può incidere positivamente sul suo valore, sono numerosi i proprietari che, volendo effettuarne una, si chiedono come risparmiare. Anche per il 2023 sarà valido il bonus ristrutturazione, incentivo che consente di recuperare, tramite detrazioni dilazionate nell’arco di dieci anni, il 50% della spesa sostenuta fino a un massimo di 96.000 euro.
Disponibili nell’anno che inizia tra pochi mesi saranno anche l’Ecobonus, il bonus mobili – che comprende pure lo sgravio fiscale per l’acquisto di grandi elettrodomestici a basso consumo – il bonus verde e il bonus sisma. Il primo prevede la detrazione del 36% delle spese sostenute per la sistemazione a verde di aree scoperte private di varie tipologie di edifici e per la realizzazione sia di coperture a verde, sia di giardini pensili. Nel caso del bonus sisma 75%, invece, si può godere di una detrazione delle spese sostenute per lavori su parti condominiali in grado sia di ridurre di un’unità la classe di rischio sismico, sia di riqualificare dal punto di vista energetico.
Nel momento in cui ci si approccia al mondo dei bonus per la casa, è bene sapere che il bonifico ordinario non può essere utilizzato. Serve infatti il bonifico parlante (sul sito ufficiale dell’agenzia Dove.it è possibile trovare una pagina dedicata con tutti i consigli per compilarlo). In cosa si differenzia rispetto al bonifico ordinario? Il nome è una chiara spia delle sue caratteristiche. Il bonifico parlante mette in primo piano rispetto a quello ordinario diverse informazioni in più.
Oltre al nome e all’IBAN del beneficiario, è infatti necessario inserire il codice fiscale o la Partita IVA della ditta che ha eseguito gli interventi per i quali si richiede il beneficio fiscale. Da non dimenticare è anche la corretta compilazione della causale. Per poter accedere sia come singolo contribuente sia come condominio ai benefici previsti dai bonus, è infatti necessario inserire i riferimenti alla normativa specifica che regolamenta gli incentivi fiscali (la dicitura precisa è ““Bonifico per detrazioni previste dall’art. 16-bis del Dpr 917/1986”).
Una parentesi importante deve essere dedicata al caso in cui il bonifico parlante viene eseguito per pagare lavori eseguiti su edifici condominiali. In questo caso, bisogna aggiungere un’ulteriore informazione in più rispetto al bonifico ordinario. Di cosa si tratta? Del codice fiscale del condominio – tutti ne hanno uno – dello studio di amministrazione dello stabile o del condomino che ha effettuato la spesa.
Può altresì capitare di effettuare lavori su abitazioni che hanno più proprietari. In questo frangente, se si ha intenzione di non avere problemi con l’accesso alle detrazioni è necessario inserire il codice fiscale di ciascuno di essi, unitamente al nome e al cognome.
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Sono in molti a chiedersi cosa succede nei casi in cui, per errore, si paga l’onorario di una ditta che ha eseguito lavori detraibili con il bonifico ordinario. La prima cosa da dire in merito è che sì, è possibile aggiungere i dati. La procedura, però, è a dir poco farraginosa. Alla luce di ciò, si consiglia di annotare tutte le specifiche del bonifico parlante, così da evitare di sbagliare.