Guido Porta, Amministratore Delegato di Metrocargo, conferma l’interesse per Novi San Bovo

La Metrocargo Italia si occupa di logistica ferroviaria con altre aziende per un totale di 450 dipendenti e 90 milioni di fatturato. Metrocargo si occupa di trasporto intermodale sia in Italia che in Francia in particolare nella zona posta a nord di Marsiglia. In Italia è presente in diverse località del settentrione. La Metrocargo effettua circa 190 viaggi al giorno che corrispondono a circa venticinquemila casse mobili movimentate all’anno. Recentemente la Metrocargo ha acquisito Arquata Logistic Services, società di logistica basata ad Arquata Scrivia e specializzata nella fornitura di servizi logistici e di stoccaggio per gli operatori industriali

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Qui verranno realizzati ottomila metri quadrati di superficie coperta e circa quindicimila metri quadrati di aree scoperte.  In questo momento la Metrocargo ha la disponibilità ad Arquata di quattromila metri quadrati di aree coperte e ottomila di aree scoperte. Amministratore delegato di Metrocargo è l’ingegnere Guido Porta. L’inaugurazione della struttura di Arquata avrà luogo il 20 novembre alle ore 11 con la presenza di autorità civili e religiose.

La nuova area logistica  sarà gestita in collaborazione con la ditta Denegri di Arquata pure operativa nel campo della logistica.

“Il programma di sviluppo dell’area – ha precisato il presidente e amministratore delegato di Metrocargo Italia, Guido Porta – prevede una serie di interventi che porteranno, a regime, a disporre di un raccordo ferroviario con due binari di 250 metri ciascuno con radice elettrificata e di un nuovo magazzino di 12.000 metri quadri conforme a tutte le disposizioni di sicurezza e dotato delle più moderne tecnologie per lo stoccaggio e la movimentazione delle merci.”

Guido Porta afferma quindi che ad Arquata c’è l’intenzione una volta realizzato il raccordo ferroviario di effettuare il trasporto di merci con il porto di Genova. “Già oggi abbiamo-afferma l’amministratore delegato i Metrocargo-una buona attività da parte degli spedizionieri del porto di Genova e di operatori in senso ampio di tutti gli operatori della logistica. In questo modo, si  ottimizza il trasporto  da e con il porto di Genova. Riducendo il numero dei camion verso il porto di Genova.”

La Metrocargo in passato ha manifestato interesse anche per la acquisizione di una vasta area nello scalo logistico di Novi San Bovo. “Il fatto è-afferma l’ingegnere Guido Porta-che continuano a non sussistere le condizioni per problemi di segnalamento e di collegamenti infrastrutturali da parte di Rete Ferroviaria Italiana. Non ci è ancora stata data la possibilità di fare un progetto. Noi siamo sempre interessati a investire nella area logistica di Novi San Bovo.”

“L’ostacolo-ripete l’amministratore delegato di Metrocargo-dipende dagli impianti di segnalamento di Novi San Bovo che sono molto vecchi, non sono mai stati adeguati e rientrano in un piano di rifacimento che però è in là nel tempo,in un periodo di almeno tre o quattro anni.”

La Metrocargo adempie al goal 12 della Agenda 2030 di garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo. “La Metrocargo-afferma l’ingegnere Guido Porta-risponde a questo punto perché usiamo il trasporto intermodale tra Francia e Italia, seicento chilometri che per il 90% percorriamo in treno. E solo jl 10% con camion in particolare all’inizio per andare a caricare dal cliente e al termine per andare a consegnare. Riusciamo a fare un risparmio di impatto sia sulle materie prime, a esempio sabbia, plastiche,  sia su prodotti finiti come ceramiche per i Brico francesi, cemento, calce, conserve. Poi c’è il grosso del trasporto di gpl, centoventimila tonnellate all’anno ,che viene effettuato in buona parte utilizzando la linea ferroviaria di Ventimiglia . Anche in questo caso c’è un minore impatto ambientale che è molto importante.”

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Ribadisce Nicoletta Garzoni responsabile dei rapporti per la stampa e delle pubbliche relazioni: “Noi non siamo produttori di rifiuti in quanto riduciamo l’impatto ambientale mediante il trasporto e con  il minor consumo possibile di energia. Minor consumo di suolo perché le nostre attività cerchiamo di concentrarle in punti ove c’è già stata una attività. Per esempio ad Arquata c’è un riuso di un vecchio interporto. A Borgo San Dalmazzo c’è il riuso di una ferrovia già esistente. Due aree che erano state abbandonate e che abbiamo recuperato.”

“Inoltre-afferma Guido Porta amministratore delegato di Metrocargo-noi effettuiamo il trasporto per conto di un consorzio che produce barbabietole. Questo da una zona del tortonese e dell’alessandrino fino a degli zuccherifici utilizzando proprio il treno. Le casse mobili vengono portate in campo, caricate con le barbabietole, portate al terminal in questo caso di Rivalta Scrivia e caricate sul treno che le trasporta fino alla loro destinazione.”

Riguardo alla parità di genere prevista nel goal numero 5 della Agenda 2030 l’amministratore delegato di Metrocargo puntualizza: “A parte il personale operativo, chiamiamolo di piazzale, negli uffici lavorano in misura maggiore le donne rispetto agli uomini. La direzione della società è affidata a una donna, Melania Morilini, riguardo alla parte intermodale  e a un’altra donna, Fiorella Roattino, per quello che riguarda il sito di Arquata e il magazzino doganale.”

La Metrocargo rispetta quindi il goal numero 5 che ha come obiettivo la parità di genere. Anzi, volendo fare una battuta, a essere tutelati dovrebbero essere gli uomini.

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Riguardo il goal numero 7 della Agenda 2030, energia pulita e accessibile, l’amministratore delegato di Metrocargo afferma: “In questo campo la cosa più interessante è che i nostri fornitori di trasporto hanno già dei camion a gnl e ad Arquata è in via di realizzazione un impianto fotovoltaico per l’alimentazione di tutta l’area. Le luci del capannone  saranno  a impatto ambientale zero.”

La Metrocargo rispetta quindi anche il goal numero 7 della Agenda 2030.

“Riguardo al lavoro dei nostri dipendenti -afferma l’ingegnere Guido Porta-noi utilizziamo personale diretto e non utilizziamo cooperative. Per quel che riguarda il trasporto con i camion abbiamo delle ditte esterne ma stiamo incentivando anche dei dipendenti  che hanno creato una propria ditta passando da dipendenti a imprenditori. Anche in termini di assunzioni siamo partiti alla ricerca di una persona da inserire all’interno degli uffici ad Arquata, un giovane da formare. I nostri autisti possono lavorare in un raggio di 170 chilometri e vivere la famiglia tutta la settimana.  Tutte le sere, , terminato il lavoro, possono tornare a casa e stare in famiglia, con i propri cari. E riprendere il camion al mattino.”

In questo modo viene soddisfatto anche i Goal numero 8 della Agenda 2030 che parla di lavoro dignitoso e di crescita economica.

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“Abbiamo modernizzato tutti i sistemi informatici-dice l’amministratore delegato di Metrocargo- e non stampiamo più carta. Tutti i sistemi informatici nostri dialogano con quelli dei clienti, ci si scambia direttamente sui data base le informazioni, neanche più su posta elettronica. Anche il software utilizzato da Metrocargo  si interfaccia anche con quello utilizzato dalla impresa ferroviaria Fuori Muro per la formazione e c’è una ulteriore efficienza e risparmio di ore di lavoro. C’è un controllo in tempo reale delle informazioni e la possibilità di intervenire al verificarsi di eventuali criticità.”

In questo modo la Metrocargo  risponde anche al goal numero 9 della Agenda 2030 che ha come titolo Imprese, innovazioni e infrastrutture.

“Abbiamo un rapporto forte  con il territorio-interviene Nicoletta Garzoni che si occupa di rapporti con la stampa e delle pubbliche relazioni per conto della Metrocargo-per quanto riguarda soprattutto scuole, enti di formazione e le istituzioni. Noi ospitiamo regolarmente studenti per stage formativi e promuoviamo la cultura ferroviaria.”

Maurizio Priano

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