Andrea Scotto: “Novi, la sua storia e i suoi palazzi nobiliari riscoperti anche grazie ad iniziative come le Giornate di Primavera del FAI”

Novi Ligure – I palazzi nobiliari di Novi nelle giornate indette dal Fai tenutesi sabato 22 e domenica 23 marzo hanno riscosso molto successo non solo fra i residenti ma anche da molte persone di altre località della provincia e non solo. Con questo interesse e di questo autentico boom di visitatori iniziamo l’intervista con Andrea Scotto.
Andrea Scotto, 51 anni, laurea in Ingegneria Chimica all’Università di Genova, occupato alla Solvay di Spinetta, è sicuramente una delle figure più note da un punto di vista culturale della città di Novi.
“La nostra storia, e i beni artistici e architettonici che ne sono testimonianza-dice Andrea Scotto-sono di livello tale da suscitare interesse e curiosità soprattutto in chi arriva da fuori: fino a dieci, quindici anni fa, infatti, quello che mancava era proprio l’interesse da parte di chi abitava a Novi. Ora le cose sono nettamente cambiate grazie alla collaborazione tra FAI, Diocesi di Tortona, parrocchie, scuole, esercenti novesi e associazioni culturali come la Società Storica del Novese. Le Giornate di Primavera 2025 ne sono una felice conferma.”
Si schermisce Andrea se gli si parla di un suo contributo a questo successo visto che da anni si occupa di valorizzare il patrimonio storico della nostra città. “Non ho meriti personali – afferma infatti – sono solo uno tra tante e tanti che in questi anni ha perseverato per diffondere la conoscenza del patrimonio storico e culturale della città, continuando anche quando altri avrebbero preferito che lasciassimo perdere.”
Ma com’è successo che Andrea Scotto sia diventato un appassionato di storia locale e un suo divulgatore? Lo ha confessato lui stesso in qualche occasione di essersi appassionato alla storia locale grazie a Michelangelo Mori e a don Franco Zanolli, altre insigni figure di storici novesi, che alla scuola elementare Pascoli, alla quale Andrea Scotto bambino era iscritto, raccontarono la storia laica e quella religiosa della città. “Ma le persone che hanno influenzato le mie scelte e la mia cultura in materia di storia cittadina e anche della zona sono molte di più e a citarle tutte rischierei di dimenticarne qualcuna”, dice Andrea Scotto.
Si parla delle iniziative che hanno visto Andrea Scotto portare le persone in visita alle chiese di Novi e ai corsi di educazione civica svolti alla Casa del Giovane in collaborazione con la Cisl.
“Si tratta-dice lo storico- di un progetto di valorizzazione dei beni culturali della Diocesi di Tortona, che parte dal Museo Diocesano e arriva in tutte le realtà che intendono partecipare. Le nostre chiese lo meritano perché, dalle città ai più piccoli tra i borghi delle nostre vallate, ognuna di esse riserva sorprese e scoperte: non solo lo spettacolo dell’arte barocca ma anche la purezza del romanico e lo slancio del gotico. Di arte rinascimentale ne abbiamo poca, è vero, ma di ottimo livello.”
“In quanto agli incontri svolti alla Casa del Giovane – dice Andrea Scotto – da quest’anno abbiamo inaugurato un nuovo filone intitolato ‘Perché noi, qui?’ ideato dall’amico Roberto Moro e condotto dal giornalista Maurizio Iappini: un percorso tra storia e territorio, con uno sguardo sull’attualità. In quanto alla collaborazione con la Cisl voglio dire che la Cisl è seria e con persone di valore; stesso discorso vale per altre istituzioni come la Diocesi di Tortona e il Ministero della Cultura nelle sue articolazioni museali sul territorio.
Per il resto valuto caso per caso, e quando ho di fronte interlocutori che meritano attenzione non mi tiro mai indietro.”
“E volentieri-afferma ancora-collaborerei con la Biblioteca civica di Basaluzzo che negli ultimi mesi sta realizzando una notevole attività nel campo della presentazione di libri e in merito alla divulgazione storica.”
A questo punto Andrea Scotto tiene a fare una precisazione sulla storia che si definisce locale o piccola storia rispetto a quella delle grandi figure che compaiono sui libri di testo delle scuole di ogni ordine e grado.
“La storia – dice infatti l’uomo di cultura – è tutto fuorché locale, fino a pochi decenni fa, qui da noi la Storia, quella con la ‘S’ maiuscola, la faceva da padrone. Qui da noi sono stati protagonisti Federico Barbarossa e Federico II, Facino Cane, Filippo Maria Visconti, Francesco Sforza, Carlo V, il filosofo Cartesio, il Principe Eugenio di Savoia e, ovviamente, Napoleone Bonaparte. Le nostre fortezze raccontano storie significative: nella Cittadella di Alessandria si diede inizio ai moti del 1821, il Forte di Gavi fu campo di prigionia per i britannici catturati in Nord Africa e dopo l'8 settembre 1943, per i generali italiani che non si sottomisero ai tedeschi.”
Andrea Scotto è erede di quelle stesse figure che lui stesso ha menzionato come Michelangelo Mori e don Franco Zanolli e come loro si reca nelle scuole a raccontare soprattutto la storia locale.
“A seconda del tipo di scuola-dice infatti-grazie all’aiuto determinante di esperti delle varie epoche, per esempio quelli della Società Storica del Novese, è possibile realizzare iniziative ‘su misura’ in modo da catturare il loro interesse. L’epoca? Non fa differenza, l’importante è saper raccontare.”
Ma non solo incontri, Andrea Scotto cerca di valorizzare la storia della zona anche tramite la pubblicazione di libri. Come, per esempio, “La Collegiata di Novi Ligure: Fede, Storia e Bellezza nel cuore della città” o come “La Novi di parte guelfa: dalla Scrivia a via Roma. Passeggiata storico-artistica tra Medioevo e Barocco” edite entrambe dalla locale Casa editrice “Puntoacapo”.
“Da sempre-dice Andrea Scotto-ho scritto di storia della nostra terra, ultimamente concentrandomi su storia, arte e bellezza delle antiche chiese di Novi Ligure. Per i prossimi libri conto di uscire un po’ dalla città, ma senza allontanarmi troppo.”
Riprendo la parte finale della sua frase, “senza allontanarmi troppo”, e chiedo se località della provincia di Alessandria fra le quali figurano Novi, Pasturana, Pozzolo, Basaluzzo ma non solo, debbano valorizzare la storia napoleonica della quale hanno fatto parte.
“È una parte importante-rileva Andrea Scotto-della storia europea, con molto seguito tra esperti e semplici appassionati di tutto il mondo: una leva irrinunciabile per la promozione del territorio a livello internazionale.”
In merito all’azione in questo campo svolta dal complesso culturale di Marengo, Andrea Scotto afferma: “L’opportunità più importante è quella di far crescere un gruppo di volontarie e volontari, come da anni abbiamo, per esempio, al Forte di Gavi e a Libarna, e come la Diocesi di Tortona ha saputo fare con la rete territoriale che fa capo al Museo Diocesano. Il complesso culturale di Marengo di sicuro ha un significato storico così importante da potersi sviluppare in proprio, grazie ai collaboratori e volontari.”
“Quanto alla partecipazione al Concorso FAI ‘I Luoghi del Cuore’ – conclude Andrea Scotto – è un’ottima occasione per focalizzare sul Museo di Marengo l’attenzione del pubblico: a concorso finito, però, occorre finalizzare questo momento di visibilità con adesioni al progetto soprattutto di nuovi volontari. Questo è quello che è accaduto nel 2018 con le chiese di Novi e ritengo sia un’occasione anche per il complesso culturale di Marengo.”
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