L’Arte sorprendente di Gianni Noli, fra installazioni video, materia e haiku: “Fuoco e Intuizione” a Novi Ligure.

A Novi Ligure propongono eventi culturali di livello davvero notevolissimo. Soprattutto (ma non solo, a dire tutta la verità) l’Associazione Novi Musica e Cultura, grazie alla sua anima più infaticabile e trainante, Patrizia Orsini (nella foto in evidenza, insieme all’Artista). Vi dico subito che le sono molto grato per tanti motivi: sia per l’invito costante ai bellissimi concerti che organizzano, sia per avermi invitato a tenere una conferenza (che poi sono diventate due) dedicata alla Storia della Musica del ‘900 dal 1950 al 1980, davanti a una marea di studenti liceali, sia per avermi invitato, a Maggio, a presentare il libro, lui presente, del grandissimo Carlo Romano, l’oboista che più ha collaborato con il Maestro Ennio Morricone. Per me un grande onore. Ma debbo dire che domenica scorsa si sono veramente superati. A parte che sabato c’è stata la presentazione della stagione concertistica (presenti Sindaco e Assessore, perchè a Novi le Istituzioni alla cultura ci tengono e sono ben presenti alle varie proposte), che mi ha lasciato di stucco per la quantità e la qualità delle proposte, una più appetitosa dell’altra: un vero Banchetto Musicale in diverse e intriganti portate, 10 Concerti da qui e fino al 23 Dicembre, con una sorta di piccolo, ma importante, scambio culturale con la Spagna (vi parlerò in futuro di tutte questa cose meravigliose). E domenica scorsa, un lussuosissima Anteprima, che ha abbinato al concerto inaugurale della stagione (bellissimo, di cui vi parlerò in un altro articolo, con una giovane ma talentuosa pianista, Francesca Antonucci) una mostra, Fuoco e Intuizione di Gianni Noli. L’inaugurale concerto si è tenuto nell’Oratorio della Maddalena (dove c’è quel fantastico insieme di statue lignee a formare il Calvario, oratorio che poi forse è una Collegiata), luogo dove negli ultimi decenni sono stato molte volte ad assistere a splendidi concerti, dall’acustica stura e magnifica. La mostra alla porta accanto, in un paio di stanze definite Spazio Aldo Coscia.

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Dico subito che Gianni Noli mi ha suscitato, appena entrato alla mostra, un senso di calda e felice empatia. Non siamo lontani per età, ma soprattutto le sue istanze artistiche fanno parte da sempre della mia sfera culturale, un po’ anni ’70, con la comune ammirazione incondizionata per Burri, uno dei più grandi Maestri d’Arte Materica del mondo. Domenica era vestito con un giubbotto in pelle molto anni ’70 (appunto)  che mi piaceva moltissimo, con quello sguardo pieno di fuoco e un sorriso davvero aperto e sincero, che ne contraddistinguono la fisionomia. Dopo aver fatto un giro nella piccola ma splendida mostra (12 opere una più bella dell’altra), Patrizia Orsini me lo ha presentato e io…ho approfittato per fare un giro con lui stesso fra le sue opere, carpendone notizie estetiche e anche biografiche.

Gianni Noli è nato a Genova il 6 gennaio 1955, ma vive e lavora a Novi Ligure. Dice di essersi occupato di comunicazione, politica, organizzazione, turismo, radio, stampa, ecc. fino al 1990. Era già allora un produttore d’Arte, ma essendo anche dipendente comunale, si sentiva assai le ali tarpate. Infatti sul suo sito scrive: Poi ho iniziato a fare arte come vaccinazione rispetto a tutto quanto avevo fatto e sopportato prima. Inizialmente ho riscoperto il piacere di “lavorare il legno” tramandatomi da Papà, contaminandolo con altri materiali. Poi sono venuti: il ferro, il cemento, le plastiche, l’oro e l’argento, le resine… è stata poi la volta della poesia, della scenografia, della performance e ancora il video, l’arte digitale e la mail art, ma la storia continua! Ho iniziato ad esporre nel 1991, ho all’attivo oltre 100 mostre tra collettive e personali sparse per l’Italia e all’estero in Francia Germania Finlandia … Vera soddisfazione è stato esporre alla 50ª Biennale di Venezia.

Una bella dichiarazione di intenti…e di indipendenza, no? Che di fatto si traduce. almeno nella mostra di Novi, in un felicissimo connubio fra materia e poesia: si, perchè ogni opera di Gianni Noli, in realtà è stata realizzata con legno, colori, oggetti che sembra vogliano uscire dal quadro (ammesso e non concesso che si possano definire semplicemente quadri, queste opere), ma con il dono anche di un gesto di poesia, importante e a volte struggente. Spesso i testi illuminano le opere con una sorta di invito all’introspezione, invito di cercare le risposte giuste (ammesso che esistano) in un sé che vale sempre le pena di esplorare. Le 12 Opere esposte sono divise in tre serie da 4 ciascuna: la serie Carte False, fatte di invito alla ricerca di quel te stesso che magari non conosci abbastanza. Poi, la serie Giochi Verosimili, dove le figure sono guide verso una sorta di speranza, e infine quella dedicata ai Veri Maestri: Burri (appunto), Magritte, Ernst e Mondrian. Quattro pilastri dell’arte del ‘900, che guarda caso amo anche io moltissimo. E come filo conduttore il fuoco, dato che tutte virano in un rosso che mi attira moltissimo, perchè è il colore principe del Mediterraneo, della vita, della bellezza del caldo sole di Italia e di Spagna.

Spagna perchè quest’anno Novi proporrà, il 3 luglio, nel chiostro della Biblioteca, un concerto del Coro Manin di Lastres, mentre a Settembre ci sarà uno scambio culturale con una visita dell’Associazione di Novi in Spagna. Infatti domenica ad un certo punto è arrivata una signora elegante e sorridente, il Console Onorario di Spagna, Maria Jesus Garcia Miguel, che ha partecipato anche al Concerto (in prima fila, beata lei). A me piacciono un sacco le contaminazioni culturali, gli scambi di bellezza e di idee. Del resto dire che la Cultura Spagnola, da Cervantes ad Albeniz a Segovia a Picasso… e così via, fa semplicemente parte della nostra cultura è direi evidente..

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Eh sì: l’infuocata mostra di Gianni Noli (coloristicamente parlando) è tutta costruita come un luminosissimo omaggio al sole del mediterraneo, fra Italia e Spagna, con la musica di Manuel De Falla, la fantastica Danza Ritual del Fuego, che accompagna l’istallazione video di Gianni Noli, dal fascinoso titolo Beltaine (che è un’antica festa pagana di origine celtica, che si celebra tra l’equinozio di primavera ed il solstizio estivo), che occupava la seconda stanza della mostra. Molti passavano e ignoravano quei minuti di audio e video. Io me li sono goduti bene, in quella penombra fatta di silenzio, musica e bellezza. Debbo dire che, a giudicare da quello che vedevo, ancora le video installazioni sono poco considerate, dal normale pubblico fruitore d’Arte. Buon per me e peggio per gli altri, no?

Ma ricordo che il massimo del piacere estetico per apprezzare queste opere fiammeggianti, si ottiene utilizzando lo sguardo per ammirare le vaie opere, e l’emozione suscitata dagli Haiku collegati a ciascuna opera. Nella foto sopra potete osservare, accanto al Maestro, il Funambolo, della serie Giochi verosimili. L’Haiku 312, ad esso collegato, apposto accanto, dice: Funambolo / sempre, malgrado tutto, / si ricomincia. Nella foto sottostante vedete invece il Maestro accanto alla sua opera Tre di Chiodi, della serie Carte False. L’Haiku 311, ad essa collegato, dice Il tre di chiodi / ricorda il calvario / non si dà pace.

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Termino solo citando uno dei più importanti artisti del 900 – amato e ammirato tanto dal Maestro quanto dal sottoscritto – Alberto Burri, al quale Gianni Noli ha dedicato una bellissima citazione dei sui Cretti (quello di Gibellina è l’opera d’arte più grande d’Italia), con un Haiku collegato, il n. 316, semplicemente stupendo: Burri i tuoi cretti / son profonde lesioni / dell’Alma Mundi. Davvero notevole, questa qualità di unire in un insieme profondo ma anche gioioso – e, come in questo caso assai fiammeggiante – Arte materica e Arte poetica. Vi consiglio caldamente di visitare questa piccola ma splendida e indimenticabile mostra, aperta sino al 12 Aprile. Non ve ne pentirete.