Il Comitato Vivere in Fraschetta si scaglia contro Palazzo Rosso sul risarcimento Solvay: “Un ammontare risibile, è stato compromesso un territorio, la salute dell’ambiente e dei cittadini”

Alessandria – “Sbagliata e inaccettabile”. Così ha definito il Comitato Vivere in Fraschetta la decisione del Comune di Alessandria in merito al sì di Palazzo Rosso al risarcimento di 100.000 euro proposto dalla Solvay (ora Syensqo) nell’ambito del processo per disastro ambientale colposo nei confronti degli ex direttori dello stabilimento di Spinetta Stefano Bigini e Andrea Diotto.
Lo stesso Comune aveva definito il processo “un lungo lavoro di analisi da parte dell’avvocatura comunale e un dialogo serrato con i legali che tutelano i cittadini costituitisi parte civile nel processo”.
Ma Vivere in Fraschetta non ci sta e ha definito la decisione di Palazzo Rosso “paragonabile al biblico piatto di lenticchie di Esaù, a fronte invece dell’enormità dei danni ambientali prodotti dall’azienda”.
“Sebbene nel comunicato del Comune si accenni anche al fatto che il risarcimento andrà a potenziare il monitoraggio delle condizioni ambientali del territorio – ha proseguito il Comitato – non viene data alcuna spiegazione di come tale potenziamento verrà realizzato, rispetto a quanto già deciso e in atto”.
“Si ribadisce – ha concluso il Comitato – che l’accettazione di un risarcimento di un ammontare risibile da parte un’azienda che ha compromesso il territorio, la salubrità dell’ambiente e la salute di cittadini e operai rappresenta un baratto inaccettabile: questi valori non possono essere scambiati con un rimborso monetario”.
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